Viaggio in India

Viaggio in India

viaggio in india

Joseph Rudyard Kipling aveva poco più di vent’anni e un’immensa sete di avventura quando decise di addentrarsi nell’India più magica e remota.

Il suo viaggio, compiuto con ogni mezzo disponibile – dai treni affollati di vagabondi fino alla groppa di un’elefantessa nervosa – nell’opera “Viaggio in India” restituisce immagini dal fascino intramontabile: il maestoso Taj Mahal di Agra, la città rosa di Jaipur, la mitica roccaforte di Amber. Sullo sfondo, le parole senza tempo dei personaggi misteriosi e straordinari incontrati lungo la via, nel cuore dei regni governati dagli ultimi discendenti dei sanguinari guerrieri Rajput. Un viaggio in India è un’esperienza intensa. Il paesaggio, i costumi della gente, le strade affollate delle città, gli odori e i profumi sempre diversi, la cucina ricca di prelibatezze, i templi di sontuosa magnificenza, affollati di seducenti fanciulle e di potenti divinità scolpite nella pietra, la fredda eleganza dei marmi intagliati, l’alfabeto morbido e incomprensibile: dietro alle facce visibili di un mondo in fermento c’è una cultura antichissima, una civiltà nata dalla fusione di tradizioni ed elementi multiformi, alcuni dei quali ancora sconosciuti. Molti vengono catturati dall’India e ci ritornano più volte, altri vorrebbero conoscerla ma sono spaventati dalla sua vastità e complessità: ai primi e ai secondi è riservato questo nostro viaggio, partendo dove partì Kipling:

La Terra dei Raiput, i palazzi da fiaba ed i colori sfavillanti in un magico panorama: il Rajastan
Probabilmente lo stato più conosciuto di tutta l’ India, perchè riunisce molti degli elementi che, in letteratura e nell’immaginario comune, hanno forgiato l’ idea della terra da favola esotica. La suddivisione in piccoli clan dei Raiput, ha fatto sì che ogni città divenisse un piccolo regno a sé, che offre dunque fortezze e palazzi costruiti con la raffinatezza unica dello stile indo-islamico. E la popolazione mantiene inalterati abbigliamento e tradizioni antiche: gioielli, tessuti, turbanti, fogge e colori indimenticabili. Jaipur è la più magica con i suoi palazzi celebri: lo Hawa Mahal( il palazzo dei venti ) un edificio rosa alto cinque piani con una infinita serie di finestre e balconcini traforati, da cui le signore osservavano, non viste, le parate e il mondo; l’Osservatorio, ricco di strumenti d’eccezionale grandezza e il Palazzo del Maharaja. Ma il vero gioiello è la fortezza di Amber, sede dell’ antica capitale Agra, ove sorgono il Taj Mahal ed altre gemme straordinare del periodo Moghul quali il Forte Rosso e le costruzioni della cittadella o, a pochi chilometri, il mausoleo di Akbar a Sikandra, buon punto di partenza per un’ escursione indimenticabile: Fatehpur Sikri (la città fantasma). Edificata come capitale e poi abbandonata rimanendo da allora, dimenticata e perfetta, identica fino ai giorni nostri. Nei quartieri centrali di Dehli si trovano i palazzi del Governo, la Porta dell’India, il Palazzo del Parlamento e l’area archeologica del Qutub Minar. Nella città vecchia, il Jama Masjid, fra le più grandi moschee al mondo e il Mausoleo di Mahatma Gandhi. Sulle pendici della catena montuosa degli Aravalli si trovano le città gioiello: Udajpur, la più romantica e Jhodpur dal rinfrescante colore azzurro ai piedi del Forte Meherangarh splendida città fortificata ai limiti del deserto del Thar. I parchi naturali come Ranthambore proteggono animali come tigri, leopardi, caracal. Nei mercati e città del Rajasthan, infine, uno straordinario artigianato fatto di stoffe ricamate o stampate a mano, oggettistica in legno, babbucce da sogno, gioielli in argento, miniature.

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Le città-tempio, le colline e la costa, la ricca cultura e la natura: il Tamil Nadu
Il popolo Tamil, dal quale lo stato prende nome, appartiene al ceppo autoctono dell’India che mantenne invariata la lingua originale. Dalla sua storia sono fiorite espressioni culturali e artistiche di altissimo livello, quali la scuola letteraria Sangam, l’architettura religiosa, la danza e la musica. Ma anche grandi tradizioni commerciali, come testimoniano le antiche dimore dei mercanti Chettiars. La natura è ricchissima in Tamil Nadu: dalla sorprendente sabbia nera del capo Kanya Kumary o Cape Comorin, alle colline con le coltivazioni di thè. Cascate, riserve naturali con flora e fauna tropicali e bellissime spiagge completano il territorio. La vita è ritmata dalla religione. Spesso è definito “lo Stato dei templi”, perchè vi sono intere città la cui vita ruota totalmente intorno a questi luoghi, come Madurai, fondata nel VI° secolo a.C., culla della cultura Tamil e imperniata sul tempio dedicato a Sri Meenakshi e il Palazzo di Tirumala Nayaka, o Trichy, la città nella roccia sacra, il cui centro è il tempio maestoso costruito su di un’isola fluviale, con 7 cinte murari e concentriche e 21 gopuram. Nella riserva naturale del Periyar, nella regione del Thekkady, vivono splendidi elefanti, bisonti, sambar, tigri, leopardi e oltre 250 specie di uccelli. Le città di Kumakorum, Alleppy, Cochin, sono ricche di monumenti. A Chidambaram si trova il tempio dedicato a Shiva Narataja, Shiva Danzante; a Tanjore, piacevolissima città rurale, si trovano il tempio Brihadishvara Mandir, sempre dedicato a Shiva, il suo Museo Raja, il Darasuram: fu questa la capitale del regno Chola, dinastia che costruì la maggior parte dei 93 templi della città. La capitale Chennai (Madras) crebbe al posto di un piccolo villaggio di pescatori, come stazione commerciale della Compagnia delle Indie Orientali. Una piacevole città marina dove si assiste a ottimi spettacoli di danza classica indiana. Fra queste, la Bharata Natyam, una delle più antiche forme di danza, la più importante tra le 8 considerate classiche, sviluppatasi nei templi e nelle corti meridionali e codificata solo nel XIX° secolo. I ballerini danzano al ritmo della musica Carnatica le narrazioni epico-religiose cantate da solisti, rappresentando con ogni gesto delle mani e dei piedi, nonchè con le espressioni del viso, i fatti raccontati dai testi.

La Terra degli Dei che deve il suo nome alla palma da cocco ” kera”: il Kerala
La leggenda racconta che la dea-guerriera Bhadrakali, generata dal terzo occhio del dio Shiva, dopo aver sconfitto il temibile demone Darikan, scelse il Kerala, come luogo sulla terra dove stabilirsi per vegliare sul genere umano. E la regione, popolarmente indicata come Terra degli Dei è un vero e proprio paradiso tropicale lungo il Mar Arabico fino alla punta meridionale dell’India, con spiagge incantevoli, pianure molto fertili che rendono ogni anno due o tre raccolti di riso e una gloriosa vegetazione che produce spezie, essenze e frutta delle migliori qualità.
La Lacrima dell’India: lo Sri Lanka
Isola paradiso dell’Oceano Indiano, un’antica leggenda la vuole culla dell’Eden terrestre, che offre natura splendida come il Parco Nazionale di Yala e Galle, templi spettacolari ed autentico misticismo buddista con suggestivi siti archeologici. Nella città di Colombo convivono antico e moderno; Dambulla è famosa per il suo tempio rupestre; Sigirya, con la sua fortezza, è patrimonio dell’Umanità; Kandy offre i giardini di spezie e Nuwara Elya è la ” Piccola Inghilterra”.
Da dicembre 2012 a gennaio 2013, con poco più di € 1.400 si possono trascorrere 10 giorni ed oltre alla scoperta dell’India, compresi il volo intercontinentale di linea, la sistemazione in hotel 4 stelle superior con 6 colazioni, 3 pranzi e 7 cene: un’occasione particolare per conoscere questa meravigliosa, infinita, terra unica.

“In india si dice che l’ora più bella è quella dell’alba, quando la distinzione tra tenebra e luce non è ancora netta, e l’uomo se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa (da “La fine è il mio inizio”). Dunque, è tempo di viaggiare in India.

“E’ tempo di sognare (A Dream Come True)”. (dal film di Samir Karnik, sul Rajastan)

 

Fonte: Miles Magazine


 

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